Interazione uomo-macchina

Ott 23, 2024 | News

fonte articolo: www.zhrexpert.it

L’interazione tra uomo e macchina, soprattutto con macchine autonome e semi-autonome, rappresenta una sfida complessa per la sicurezza sul lavoro, resa ancora più critica dalla crescente digitalizzazione dei processi produttivi. La rivoluzione digitale ha introdotto tecnologie avanzate che collaborano con l’operatore umano, piuttosto che sostituirlo, e questo ha cambiato il modo in cui i rischi vengono valutati e gestiti.

Di cosa si tratta:

Uno degli aspetti centrali di questa interazione è l’errore umano. Quando un operatore interagisce con una macchina in condizioni di discomfort cognitivo, come stress, affaticamento o distrazioni, la probabilità di errori aumenta. Studi dimostrano che, durante l’interazione, comportamenti scorretti, spesso involontari, possono essere ragionevolmente prevedibili e condurre a situazioni pericolose. Questo ha portato alla necessità di adottare un approccio proattivo alla progettazione delle macchine, che consideri tali fattori già in fase di sviluppo.

Le normative europee, come la Direttiva Macchine 2006/42/CE e il Regolamento UE 2023/1230, impongono ai produttori di macchinari l’obbligo di progettare macchine sicure, considerando sia l’uso previsto sia l’uso scorretto ragionevolmente prevedibile. Questo significa che i costruttori devono prevedere e prevenire possibili errori umani con soluzioni tecniche e progettuali. Nonostante ciò, la normativa non fornisce indicazioni dettagliate su come identificare e valutare questi rischi cognitivi, lasciando aperto il problema di gestire l’interazione complessa tra macchine e operatori.

Ad esempio, la normativa UNI EN ISO 12100 elenca comportamenti umani che possono portare a un uso scorretto, ma mancano strumenti operativi concreti per prevedere o valutare il rischio. Anche il rapporto tecnico UNI ISO/TR 14121-2 suggerisce una collaborazione tra fabbricanti e utilizzatori per identificare i possibili errori, ma non esistono ancora metodi standardizzati per monitorare e prevenire questi rischi.

Negli ultimi anni, la psicologia cognitiva e la neuroergonomia hanno fatto passi avanti nella comprensione del comportamento umano nei contesti di sicurezza. È emerso che lo stato mentale dell’operatore, come il sovraccarico cognitivo, può influenzare direttamente la sua performance e la probabilità di errori. Ad esempio, il “mind wandering”, ovvero il “vagabondaggio mentale” porta a disattenzione, oppure il “withdrawal effort”, “riduzione dell’impegno” induce comportamenti pericolosi per risparmiare energie.

Adottare un approccio antropocentrico nella progettazione delle macchine significa mettere al centro l’operatore, considerando le sue capacità cognitive, limitazioni e necessità individuali. Questo approccio mira a progettare macchine che riducano al minimo lo stress cognitivo, consentendo all’operatore di lavorare in condizioni di comfort e quindi ridurre il rischio di errori.

In linea con il paradigma di Industria 5.0, che si concentra sull’interazione tra esseri umani e macchine intelligenti, la ricerca si sta orientando verso lo sviluppo di soluzioni innovative. Ad esempio, progetti come il BRIC ID 46 stanno sviluppando sistemi multisensoriali in realtà mista per addestrare i lavoratori in ambienti ad alto rischio. Questi sistemi misurano in tempo reale lo stato cognitivo e emotivo del lavoratore, adattando l’addestramento e l’interazione in base a queste informazioni.

Un altro progetto, il BRIC ID 41, mira a creare applicazioni collaborative per robot industriali che siano in grado di adattarsi all’ambiente e alle capacità cognitive dell’operatore. Questo tipo di ricerca è fondamentale per migliorare la sicurezza, poiché consente ai sistemi robotici di riconoscere lo stato di affaticamento mentale dell’operatore e adattare le loro operazioni di conseguenza.

Anche il BRIC ID 1 lavora sul design di interfacce uomo-macchina più sicure e inclusive, considerando le diversità degli operatori, come età, genere e abilità cognitive. L’obiettivo è migliorare l’usabilità e l’esperienza dell’utente, riducendo così il rischio di errori legati a fattori cognitivi o emotivi.

Conclusione

Nella moderna realtà industriale, caratterizzata dall’integrazione uomo-macchina, è essenziale passare a un approccio preventivo nella gestione dei rischi. Piuttosto che intervenire solo con misure tecniche a valle, la progettazione delle macchine dovrebbe favorire un’interazione sicura e confortevole per l’operatore, tenendo conto delle sue capacità cognitive e limitazioni. Gli studi attuali dimostrano che la sicurezza può essere migliorata notevolmente se si adottano tecnologie e strategie in grado di rilevare e gestire lo stress cognitivo e l’affaticamento dell’operatore in tempo reale, riducendo così la probabilità di errore e migliorando la performance complessiva del sistema.

Guarda anche: Un nuovo approccio alla sicurezzaarliamo della HOP.

Articoli recenti

Soppresse le causali contributo di alcuni Enti Bilaterali

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 22 del 28 marzo 2024, ha reso noto di aver soppresso, su richiesta dell’INPS, delle causali contributo relative ad alcuni Enti Bilaterali. Le causali soppresse sono le seguenti: “VITA” denominata “CASSA RISCHIO VITA –...

Scatta l’assicurazione obbligatori contro i rischi catastrofali

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy ha varato un decreto recante modalità attuative e operative degli schemi di assicurazione dei rischi catastrofali   Cosa tratta? Il tema dei rischi catastrofali riveste un...

Il Bonus giovani non è un Aiuto di Stato

Il Ministero del lavoro ha risposto a un’interrogazione parlamentare precisando che il Bonus giovani previsto dall’art. 22 del DL 60/2024 (c.d. Decreto Coesione), non avendo carattere selettivo, non può essere considerato un Aiuto di Stato e pertanto, la sua...

Entro il 31 marzo 2025 l’invio dei nuovi nominativi degli RLS

Scade a breve il termine per la comunicazione all’INAIL dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Cosa tratta La circolare n.11 del 12 marzo 2009 ha chiarito le modalità di comunicazione all’INAIL dei nominativi dei rappresentanti dei...

Nuove risorse al Fondo disabili per le assunzioni nel 2024

Nella Gazzetta Ufficiale n. 69/2025, è stato pubblicato il decreto interministeriale 24 marzo 2025, con cui sono stati attribuiti all’INPS 46.630.00 euro, a valere sul Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, per l’incentivo da riconoscere in relazione alle...

Nuovo Codice ATECO 2025: cambiamenti e implicazioni per le imprese

Dal 1° aprile 2025 entrerà in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che sostituirà la versione ATECO 2007. Questa nuova classificazione introduce un maggiore dettaglio nelle attività economiche, con un aumento delle sezioni, classi e sottocategorie. Le modifiche...

Referendum sul lavoro l’8 e il 9 giugno

La delibera del Consiglio dei ministri in data 19 marzo 2025 completa l’intervento confermativo della Corte costituzionale che, con una serie di sentenze del 7 febbraio scorso ha dichiarato l’ammissibilità delle relative richieste ai sensi dell’art. 75 del...

CU 2025 per i pensionati

L’Inps, in qualità di sostituto d’imposta, entro il 16 marzo di ogni anno, rilascia ai titolari di pensione, oltre ai percettori di redditi di lavoro dipendente (e assimilati) e ai redditi di lavoro autonomo, la Certificazione Unica che poi dovrà trasmettere...

Comunicazioni obbligatorie: da aprile i nuovi standard tecnici

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato, nella sezione pubblicità legale, il decreto direttoriale n. 123 del 19 marzo 2025 avente ad oggetto l’aggiornamento degli standard tecnici di cooperazione applicativa CO, UNIMARE, UNIPI, SAP e IDO. Gli aggiornamenti sono...